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Dicono i saggi e gli studiosi, che vi fu un tempo in cui l'uomo era capace di meraviglie quali nessun mago sa fare, in cui poteva volare nei cieli con uccelli di ferro, e
nuotare nelle profondità marine nel ventre di pesci d'acciaio. Aveva mostri metallici che lo portava lungo le strade a
velocità quali nessun cavallo sa raggiungere e tubi con cui scrutare le stelle ed i pianeti lontani.
Toccava le catene della
vita che giacciono in noi, e mutava le piante e gli animali a suo piacimento.
Ma accadde che gli dei si adirarono perché l'uomo aveva toccato le catene intoccabili della vita, e scagliarono la loro ira sul mondo, ed esso mutò per sempre, fra fuoco e acqua che invasero ogni cosa.
Le Linee Fatate che attraversavano il mondo svanirono, le terre vennero stravolte ed il mare invase furioso i suoi antichi reami. E gli dei sorrisero, perché l'uomo era tornato a
temerli, e per salvaguardare il nuovo mondo posero su di esso tre nuove genti: gli Shemeral, a custodire la natura, i Vaeniel, per custodire i cieli, ed i freddi Hammein, per celare in eterno le passate conoscenze agli occhi degli umani. E Sheevya
Capelli-Di-Spuma partorì l'Arcipelago di Joy perché umani, Shemeral, Vaeniel e Hammein vi vivessero, e gli dei li trasportarono li nel sonno.
Delle passate scoperte ch'erano state fatte rimase solo la Cittadella di Graveyl, inaccessibile a chiunque, se non a pochi
coraggiosi che vi si avventurano di nascosto...
(da “Leggende del mondo passato”, di Fransel da Lockyer)