Anno sconosciuto, probabilmente attorno al 2200. Un asteroide si schianta sulla Terra, nonostante i tentativi fatti per eviarlo. Le poche genti che sopravvivono vengono catapultate indietro nel tempo, alcune
direttamente all'età della pietra, altre riescono a stabilizzarsi su dei sistemi feudali più o meno funzionanti. L'Arcipelago di Joy – chiamato così dai superstiti che vi si stabilirono – è formato da una grande isola centrale, su cui è costruita la Cittadella di Graveyl(comunemente chiamata “La Cittadella”), e una serie di gruppetti di isole, che formano fluide alleanze ed inimicizie, nel tentativo di conquistare la Cittadella, che contiene potenti manufatti tecnologici, informazioni sulla
medicina, farmaci di vario genere, ed altre informazioni che, si tramanda, potrebbero aiutare l'uomo a uscire dalla sua
ignoranza.
Essa è controllata dai freddi Hammein, che non permettono a nessuno l'accesso; tuttavia è spesso soggetto di incursioni da
parte dei più coraggiosi, che riescono talvolta a strappare qualche frammento di conoscenza – un libro, un medicinale, una
qualche arma o strumento di conoscenza – il cui uso, tuttavia, non è spesso compreso. Gli umani dividono le isole con gli
Shemeral e i Vaeniel, e con alcuni Hammein di passaggio, che si aggirano per le isole per impedire agli umani di sviluppare
una tecnologia troppo elevata.
La rottura delle Linee Fatate ha liberato la magia, rendendola manipolabile a pressoché chiunque abbia le conoscenze ed i
mezzi per farlo, seppure gli dei abbiano poi impedito agli umani di usare magie che non siano quelle Marine e/o Acquatiche.
Il clima è caldo-temperato, privo solitamente di uragani tropicali o eccessivo calore, anche se talvolta qualche tempesta
colpisce le isole. Gli abitanti non sono a conoscenza dello stato del resto del mondo, poiché troppo lontani da qualunque
costa per comunicare, anche se talvolta giungono naufraghi che, una volta appresa la lingua, parlano di terre lontane
governate da cavalieri e maghi.